Scuola Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria

Una scuola è un'istituzione destinata all'educazione e all'istruzione di studenti e allievi sotto la guida di varie tipologie di figure professionali appartenenti al settore dei lavoratori della conoscenza.

Il termine deriva dalla parola latina schola, derivata a sua volta dal greco antico σχολεῖον (scholèion), da σχολή (scholḗ). Il termine greco significava inizialmente "tempo libero", per poi evolversi: da "tempo libero" è passato a descrivere il "luogo in cui veniva speso il tempo libero", cioè il luogo in cui si tenevano discussioni filosofiche o scientifiche durante il tempo libero, per poi descrivere il "luogo di lettura", fino a descrivere il luogo d'istruzione per eccellenza.

All'interno di un contesto scolastico (ad esempio all'interno di una classe tenendo conto di un definito contesto di partenza e delle finalità proprie dell'istituzione educativa) viene redatto ed applicato da parte dei lavoratori della conoscenza un progetto educativo che, avvalendosi di appropriate metodologie didattiche, si propone di raggiungere gli obbiettivi educativi previsti sviluppandosi secondo una precisa scansione temporale. Ciò al fine di soddisfare i bisogni educativi dell'utenza.

La maggior parte dei paesi hanno sistemi di educazione formale generalmente obbligatori (obbligo formativo) nei quali gli studenti progrediscono attraverso la frequenza di varie tipologie di scuole. I nomi di queste ultime variano da paese a paese ma comprendono generalmente:

  • la scuola elementare per l'educazione primaria dei bambini
  • la scuola secondaria di primo grado per l'educazione secondaria dei ragazzi
  • la scuola secondaria di secondo grado e l'università.

In Italia nel 1792, in seguito alla Rivoluzione francese, la scuola venne definita pubblica , obbligatoria e gratuita, infatti sia i maschi che le femmine dovevano accedervi. Inizialmente, essa era divisibile in quattro livelli di istruzione nettamente distinti: elementare, medio-inferiore, medio-superiore (al quale si affiancarono i licei) e universitario. Nel 1810, Gioacchino Murat decretò l'obbligatorietà della scuola primaria italiana nel Regno di Napoli, obbligo peraltro scarsamente osservato e non completamente osservato anche ai giorni nostri in parecchie zone dell'Italia meridionale.L'obbligo scolastico comunque fu fatto effettivamente osservare (con le accennate eccezioni di alcune zone del meridione) a partire dagli anni Trenta del secolo XX. Negli anni Sessanta del XX secolo fu la RAI che, tramite la trasmissione "Non è mai troppo tardi", cercò di alfabetizzare almeno una parte del milione di italiani ancora analfabeti. Nel secondo dopoguerra l'obbligo scolastico fu portato a quattordici anni e, poco prima dell'inizio del XXI secolo, a 16 anni. L'ordinamento scolastico fu profondamente riordinato nel 1923 dal ministro Giovanni Gentile, valente studioso che fu nominato ministro dell'Istruzione per un breve periodo nel governo di Benito Mussolini, con una profonda riforma che rimase in vigore sino agli inizi del XXI secolo. Negli anni Sessanta del XX secolo fu gradualmente resa obbligatoria la frequenza dei tre anni della scuola media inferiore per i bambini dagli undici ai quattordici anni, abolendosi le scuole di avviamento commerciale e di avviamento industriale che erano state istituite nei comuni più popolosi ed altresì abolendosi le classi sesta, settima ed ottava della scuola elementare, che ancora erano in funzione nei piccoli centri (spesso in pluriclasse, cioè con una sola maestra che curava l'insegnamento per più classi contemporaneamente, data la scarsità del numero di alunni dei piccolissimi centri).

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